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  2010 di Amelia Casablanca non rinuncia al particolare d’eccezione di tutte le  
  proposte moda di questo periodo: il blu, sotto forma di leggere  
  applicazioni in Swarovski o fiori in tessuto, che arricchiscono gonne e bustini.
La linea predominate di Amelia Casablanca vede la sposa indossare abiti settecento, con ampie gonne formate da balze voluminose, soffici intrecci di tulle e rasi raccolti in pieghe morbide. Il tutto impreziosito da bustini seducenti con scollature audaci ma eleganti.
Non manca il gioco di trasparenze, il vedo non vedo che rende la donna ancora più affascinante. La sposa di Amelia Casablanca sembra quasi una principessa che a stento riesce a staccarsi dal candore dei tessuti tanto amato dalla tradizione.
E per restare vicini alle usanze di un tempo ritorna l’uso delicato ed elegante del velo tra i capelli, un velo ricamato e lungo fino a formare uno strascico.
Non solo lo stile settecento nelle proposte per il 2010 di Amelia Casablanca ma anche splendidi abiti in stile sirena che mettono in evidenza le armoniose curve femminili, tessuti aderenti si spezzano a metà gamba per dare vita a piccoli accenni di gonna molto pomposi e morbidi. Gli accessori giocano un ruolo fondamentale soprattutto sulle gonne e fra i capelli, lì dove il velo è lasciato a piccoli ricordi del passato, vengono presi in considerazione ampi fiocchi rigidi in tessuto o fiori, preferibilmente nella nuance azzurra o blu.
 
             
       
       
   
     
   
             
   
  I sapori, i colori, la creatività e l’esuberanza della Puglia sono approdati a Si Sposaitalia Collezioni sotto il cappello di Apulia Italian Excellence: dodici  
  marchi che dettano il trend moda da cerimonia nel favoloso scenario delle sfilate milanesi.  
  Non tutti sanno che in Puglia si producono più abiti da sposa che nel resto d’Italia, per questo, in collaborazione con Area Politiche per lo Sviluppo Economico, il Lavoro e l’Innovazione della Regione Puglia e Sprint Puglia, alcune aziende hanno deciso di rappresentare il proprio distretto produttivo proprio nella capitale della moda.
Azzurra Collezione con splendidi abiti settecento ha riportato in auge la tradizione della gonna ampia e lavorata, con corpetti aderenti e stretti in vita. I tessuti ricamati e le bretelline arricchite di petali di raso rendono la  sposa una dama di corte: elegante, leggiadra e splendente nella classica nuance bianca tanto amata dalla tradizione occidentale.
Nelle proposte di Azzurra Collezione non mancano sbalzi cromatici che vedono il candore del bianco accostato all’oro o al grigio perla: giochi di fili intrecciati in magnifici ricami floreali. Colori e giochi di tagli per Bianca Sposa che propone abiti princesse bianchi con delicate applicazioni floreali
 
   
  La tradizione dell’abito lungo fino a coprire i piedi si alterna ad abiti che lasciano intravedere la caviglia, accennando sul lato posteriore un delicato strascico. Non mancano gli abiti sirena, di una nuance moderna ed elegante quale il grigio perla accostato ad applicazioni rosa. La linea settecento è proposta anche da Bianca Sposa nella nuance crema chiaro con applicazioni dorate e Svarowski.
La moda da cerimonia di Carmen Cinefra è giovane, lineare, morbida e dai toni sfumati. Per testimoni che amano stupire ma con eleganza e rispetto della sposa che è prima donna assoluta dell’intero evento. La Sposa di Carmen Cinefra è un po’ sirena e un po’ dama del settecento, le linee più amate dalla tradizione. Abiti aderenti al corpo e lavorati con preziose applicazioni per rendere la donna principessa indiscussa del suo giorno più importante.
Linee morbide, lavorazioni attente, tagli seducenti per Creazioni Vela: abiti redingote, ma con abbottonatura più alta rispetto al bordo; gonne pompose simil nuvola; corpetti dagli scolli audaci; colori chiari e assenza di eccessive provocazioni.
Dalin Vinnì propone una sposa dal vago sapore di Spagna, con gonne non molto ampie che ricordano proprio le donne spagnole, per via delle pieghe e della cintura in vita messa a limitare il corpetto dal resto dell’abito.
 
             
     
     
     
  L’eleganza, la tradizione, la sensualità della sposa emerge anche da splendidi modelli sirena, con abbozzi di scollature che lasciano spazio al gioco del vedo-non vedo.
Bianco si, ma anche improvvisa comparsa di tessuti blu proprio come vuole la moda 2010: per una sposa che intende staccarsi, ma con eleganza, dalla tradizione e dalla monocromia. Abiti che accennano allo stile settecento, anche se con lievi modifiche che rendono la linea più morbida e sinuosa.
La donna di Luisa Sposa è sobria, elegante, leggera e seducente grazie ad abiti minimal simili a sottovesti, ma impreziositi da Svarowski e ricami. Di tanto in tanto, nella collezione 2010, compaiono spacchi all’altezza del ginocchio e scolli sulle schiene per effetti seducenti ed eleganti.
Masbell propone la moda bimbo-bimba da cerimonia, abiti eleganti e formali per giovani paggetti 2010. I colori sono simili a quelli degli adulti: color melanzana per il maschietto e bianco candido con qualche filo di rosa per le femminucce. La sposa di Pat Maseda è elegante, unica, morbida nelle linee e nei colori. Il bianco e il crema vanno per la maggiore nella collezione 2010:
   
   
             
     
   
  abiti a sirena impreziositi da fiori in tessuto e volan come strascico; scolli semplici e sensuali. L’uomo è a tinta unica o spezzato, nella versione nera e nero-melanzana, camicia rigorosamente bianca e cravatta scura. L’elemento di tendenza è senza dubbio la texture degli abiti che trasformano ogni linea in qualcosa di elegante, morbido e nuovo.
Per lo sposo che vuole stupire, Pat Maseda presenta l’abito grigio perla, un tre pezzi  elegante e giovanile.
Non mancano le meravigliose creazioni uomo di Principe Franz con i tessuti che da sempre contraddistinguono l’azienda: texture particolari che giocano con la luce, la brillantezza, la raffinatezza del materiale. Uomini classici accarezzati da un delicato velo di modernità: tessuti scuri o chiari con gessatura o decorazioni tinta su tinta. Preferenza per il classico tre pezzi fatto di giacca, pantalone e gilet con cravatta abbinata. Un'eleganza sobria e raffinata per un'azienda che da anni porta il suo marchio nel campo della cerimonia. Rosanna Perrone è abito simil settecento, con gonne quasi ampie e soffici, fatte a più strati e completate da bustini aderenti e impreziositi da ricami o piegoline. Ogni proposta gioca sulla schiena scoperta e su scolli seducenti, ma eleganti. I colori si muovono tra il bianco e il crema, con fiori in tessuto a ornamento delle gonne.
 
   
       
   
  Sabato Russo, moda da cerimonia uomo, gioca sulla classicità: colori semplici e scuri come vuole la tradizione, ma anche semplici spezzati nella nuance grigio scuro. Lo smoking, per l’uomo super elegante e che ama apparire, si presenta con pantaloni e gilet gessati e con giacca nera. Per Le Spose di Carmen le proposte 2010 non potevano fare a meno della componente blu, unico particolare distintivo tra le mode di oggi e quelle passate. Fedeli alla tradizione americana di usare un accessorio di tale nuance, le case di moda hanno deciso di inglobare nell’abito applicazioni colorate e fiori. A sorpresa, le Spose di Carmen propone un abito da sposa dai colori forti e orientali, quali il giallo ocra con sfumature dorate. Non manca il grigio perla su abito stile princesse e il glicine su abiti quasi stile settecento.    
       
   
             
   
     
  riginalità, voglia di osare, creatività esaltata ai massimi livelli, eleganza e tradizione fusi in abiti dal sapore moderno ma non troppo: David Fielden,  
  lo stilista per le spose che cercano la novità assoluta.
La collezione 2010 di David Fielden osa con le minigonne! Niente strascichi per la sposa che vuole mostrare la propria femminilità:
 
  gonne al ginocchio e bustini poco delineati, assenza di bretelline e schiene seminude, scarpa con tacco alto.
Questa la sposa giovane, moderna e unconventional di Fielden, una sposa che sceglie abiti sbarazzini e ricercati, tanto nel taglio quanto nella lavorazione.
La collezione non si fa mancare anche abiti dalle linee sinuose, dai tessuti impalpabili e dal bianco ottico, abiti lunghi e delicati che sanno richiamare maestralmente la tradizione.
Splendidi effetti sottoveste con tessuti morbidi che ondeggiano assecondando il ritmo della camminata; spalline a volte larghe e a volte inesistenti, per coprire o scoprire a seconda dell’effetto che si desidera ottenere.
Nelle proposte 2010, David Fielden non rinuncia a sottolineare la sua ossessione maniacale per i dettagli e gli accessori, per i materiali nuovi e per le applicazioni preziose con le quali arricchire gli scolli; osa suggerire trucchi forti e lontani dalla classica tendenza delle nuances neutre, così come accenna ad acconciature evidenti e protratte verso l’alto.
Linee morbide che cadono sul corpo per sottolineare con naturalezza ogni forma, ogni sensuale dettaglio della donna. Un mix di opulenza e modernità per evidenziare la progressione della moda verso una creatività ancora in fase di completa espressione. Per descrivere meglio questo concetto scende in campo la meravigliosa proposta di una sposa un po’ femme fatale e un po’ “astronauta-motociclista”, che sfoggia un meraviglioso casco di rose con un ridottissimo abitino bianco, per evidenziare gambe lunghe e perfette.
 
             
         
       
   
     
   
             
   
     
  e collezioni di Fabio Gritti sono sempre contrassegnate da uno stile giovane, dinamico, fresco, minimal e studiato per una sposa che ama la moda.  
   
  La grinta, il glamour e il design che sprigionano le creazioni di questo stilista, fanno sì che la donna arrivi all’altare nel massimo del suo splendore, con forme ben disegnate e linee armoniche che corrono lungo il corpo.
Splendidi abiti redingote con corpetti aderenti e vite segnate, richiamano il gusto della tradizione ridonando al bianco la sua vecchia importanza. Pur contemplando nella collezione imponenti abiti dai colori forti, Gritti sottolinea il suo stile con la nuance che da sempre è abbinata alla sposa e fortifica quel senso di purezza tipica di ogni donna.
Il color vinaccio e il rosso intenso sono dedicati alle spose che amano stupire, esaltare se stesse con forza e determinazione. In contrapposizione a questa rottura totale con la tradizione, si trovano splendidi esempi di abiti a sirena o stile sottoveste che vedono nella leggerezza delle linee il loro massimo trionfo.
Non mancano abiti sfumati o tendenti all’argento, eleganti e minimali, che giungono per sottolineare che la sposa è anche donna, è sinuosità, è fascino, è bellezza.
Le spose di Fabio Gritti non si vietano di stupire con gli accessori, infatti alla delicatezza dell’abito aggiungono sempre un piccolo particolare prezioso che va dalla decorazione in Swarovski al cerchietto per capelli tempestato di fiori in tessuto.
La collezione 2010 non rinuncia alla minigonna, vera innovazione per le donne che si sposeranno in questo periodo storico fatto di trasgressione e delicato abbandono di ciò che fu. Gonne che si accorciano al ginocchio, ma che non rinunciano allo strascico. Il risultato? Un magnifico effetto seducente.
Le creazioni Gritti Couture si caratterizzano di tagli fantasiosi che richiamano alla mente i petali di fiori appena schiusi, i colori sono vivaci, i tessuti delicati e i decolletè generosi. La protagonista assoluta di questa collezione è “Sogno di una notte di mezza estate” creata con cristalli  Swarovski e valorizzata da una luce che esalta le creazioni floreali.
Per la linea Fabia i colori sono caldi e romantici come, ad esempio, lo champagne e il rosa. Le forme sono voluminose e tendono a richiamare lo stile dei grandi balli di gala. Organza e tulle risultano morbidi come nuvole e donano leggiadrìa al corpo. Il prèt à porter si rivolge alla sposa che desidera sposarsi al comune: linee semplici e grintose allo stesso tempo. Pizzi geometrici, tessuti metallici e uso della pelle donano alle creazioni un effetto fresco e morbido.
 
             
           
     
   
   
     
             
   
   
  n richiamo agli anni venti quello della collezione sposa 2010 di Ian Stuart. Grandi cappelli circolari posati con leggiadrìa su un lato della testa, in modo simmetrico al corpo, piume, pizzi e nuance di un grigio perla molto chiaro.  
  Anche il trucco fa pensare agli anni venti, con nei sul lato destro del labbro accompagnati da capelli tirati completamente su e raccolti in chignon. I guanti sono lunghi fin sopra il gomito e sottolineano l’eleganza e la morbidezza del tutto.
Abiti redingote, con abbottonatura che si avvicina all’orlo, evidenziano le forme del corpo e slanciano la figura facendola apparire più alta e sottile. Linee stile sottoveste, con corpetti arricchiti di pieghe e gonne in pizzo che impreziosiscono la donna conferendole un aspetto elegante e leggiadro. Morbidi e voluminosi coprispalla arricchiscono quei pezzi della collezione con scolli molto evidenti e li rendono più sobri per l’ingresso in Chiesa.
Ian Stuart non ha certo dimenticato di introdurre nelle nuove proposte moda i tessuti stropicciati, che conferiscono all’abito un tono quasi vissuto ma sempre elegante e in linea con il richiamo temporale scelto dallo stilista stesso.
Gli abiti a sirena non mancano: corpetti che evidenziano il seno della donna, ma senza abbandonare il gusto elegante e l’alone di purezza che contraddistingue la sposa; piccoli accenni di strascico creato da un insieme di balze in pizzo e raso.
La novità dell’anno ha influenzato anche la creatività di Ian Stuart che non si è fatto scappare il modello con gonna corta: abiti che richiamano alla mente la sensualità elegante di Marylin Monroe, gonne non più alte del ginocchio e voluminose grazie a vari strati di tulle, tacco alto e accessori esuberanti. La voglia di rivolgersi alle spose giovani e sbarazzine ha portato lo stilista verso una creatività flessibile, moderna, allegra.
Per le spose più tradizionaliste anche elegantissimi abiti stile settecento, con gonne voluminose e morbide accompagnate da corpetti aderenti e lavorati.
I colori non mancano, soprattutto perché gli spiriti più liberi hanno la necessità di esprimere il proprio essere più profondo. Ecco allora che nella collezione 2010 di Ian Stuart compare un abito da sposa completamente rosso, arricchito da un cappello molto ampio di rose in tessuto e prodotto in stile redingote, ma con abbottonatura ad altezza fondo schiena. Una nota di colore senza dubbio originale e in linea con la tendenza degli ultimi anni, che vuole una sposa completamente svincolata dalla tradizione e libera di esprimersi e proporsi senza indugi.
 
             
       
   
     
     
   
             
   
  Pucchi è l’Atelier texano che da ben 25 anni suggerisce il trend moda per le spose che amano il lusso.  
    Questa azienda americana è infatti sinonimo di prestigio, sia dal lato creativo che dal lato dei materiali utilizzati nella produzione.
La presenza di questo marchio a Si Sposa Italia Collezioni rispecchia il desiderio della stilista di elevare a livello globale il successo già riscosso nel territorio di origine. Gli abiti sono ricchi di pietre e decorazioni. Si rivolgono ad una sposa che non ha perso il desiderio di opulenza, che ama presentarsi in maniera elegante e prestigiosa, al pari di una principessa.
Gli abiti di St. Pucchi hanno proprio questo fascino e questa grande capacità: rendere importante il corpo della donna grazie all’uso di Swarovski e ricami disseminati su bustier e gonne ampie.
Per la collezione 2010 le linee sono quelle volute dalla tradizione e si muovono equamente tra modelli princesse, redingote e settecento. Non mancano le linee sottovesti e sirena. Ogni modello, per quanto nelle forme richiami la classicità della tradizione occidentale, è arricchito da particolari preziosi che sottolineano la tendenza del marchio verso il segmento della moda di lusso.
 
   
     
 

I modelli a sirena contribuiscono a far emergere una femminilità delicata e sensuale, mai eccessiva. I pizzi bianchi si adagiano con morbidezza sul corpo delle spose e trasformano ogni forma in un gioco sobrio di tentazione e purezza. Le scollature evidenziano il decolletè, ma non arrivano mai a rasentare il cattivo gusto. Si fermano nel punto giusto e sottolineano un narcisismo virgineo e puro. I giochi cromatici vertono su intervalli di grigio perla e bianco candido, il velo torna di moda con tutto il peso del passato che si porta dietro. E’ un velo moderno, però, fatto di materiali più consistenti che lo rendono un copricapo d’eccezione. Nello stile simil settecento le gonne si riempiono di movimento grazie a tulle e organze che fluttuano nello spazio come fossero onde e creano volumi come fossero nuvole. Anche lo stile impero non smette di affascinare e con i nuovi modelli della collezione 2010 di St. Pucchi la donna acquista le sembianze di una vera cittadina dell’Impero Romano: corpetti che si fermano subito sotto il seno e gonne che scendono morbide sui fianchi fino al pavimento, Swarovski che si perdono tra le pieghe ed emanano luce ad ogni movimento.
Non mancano i drappeggi su raso bianco, pieghe che catturano la luce e creano ad ogni passo un interessante gioco di ombre sul corpo femminile che si arricchisce di sensualità. I colori proposti per la nuova collezione sono tutti molto tenui e vanno dal bianco al glicine perlato, maggiormente evidenziato in gonne voluminose e ampi strascichi.
Niente gonne corte per St. Pucchi, che decide di sprigionare tutto il potere della seduzione femminile in impercettibili giochi di trasparenze nei tessuti e nelle linee.

 
             
       
       
   
   
     
             
   
     
 

ualcosa di nuovo, qualcosa di vecchio e qualcosa di BLU: ecco il segreto della collezione sposa 2010 di Marcella Zaccaria, un abito blu che rompe con la tradizione e si rivolge alle donne che amano stupire.

 
  Il particolare blu che appare sugli abiti bianchi o la monocromia del primo abito della linea Meg Sposa, in passerella a Si Sposa Italia Collezioni, annunciano una moda 2010 piena di sorprese: abiti che finiscono al ginocchio per evidenziare splendide gambe e corpi mozzafiato, corpini che disegnano meticolosamente la vita e si aprono in splendide e morbide gonne che assecondano ogni movimento, ecco i particolari d’eccezione per la nuova sposa.
Non mancano abiti bianchi ma in linea con la nuova tendenza moda che vuole la sposa in minigonna, senza rinunciare allo strascico tradizionale. Tubini tagliati poco sopra il ginocchio, morbidi e impreziositi da pizzi e applicazioni preziose che si arricchiscono, sul di dietro, con accenni di gonnellini.
Trasparenze: come rinunciare a questi particolari seducenti? Infondo sembra che il matrimonio sia anche un gioco di seduzione che porta la donna ad ammaliare lo sposo per tutta la durata della cerimonia e dei festeggiamenti. Allora, bando all’inibizione e si a tessuti trasparenti, ma sempre discreti e rispettosi della tradizione religiosa. I corpetti finiscono sui fianchi e si aprono in gonne formate da volant e applicazioni in blu sfumato.
Meg Sposa non rinuncia ai ricami, sempre nel blu voluto dalla nuova moda, e non esita a rinunciare a splendidi corpetti stretti in vita e gonne voluminose.
Il modello sottoveste, il modello sirena, il modello impero si vestono di una nuova eleganza arricchendosi di Swarovski ed eleganti fiori in tessuto.
La sposa di Marcella Zaccaria e legata al passato e alla tradizione, ma vive entrambi gli elementi unendoli delicatamente alla modernità e alle mode attuali. La sensualità non è mai trasgressione, ma sempre elegante proporsi e suggestivo susseguirsi di forme e tessuti.
Per il 2010 Marcella Zaccaria ha pensato ad una donna capace di stupire senza troppo sfarzo.
 
             
       
       
   
   
     
             
   
     
  e collezioni sposo 2010 di Ottavio Nuccio Gala, marchio pugliese noto in tutto il mondo, pongono al centro di tutto il Tight.  
  Questo è l’abito da cerimonia per definizione, usato da sempre durante i riti nuziali. Per le nuove proposte lo vediamo rivisitato dall’estro dello stilista spagnolo Mario Moreno che, nonostante la classicità dei tessuti utilizzati, propone giacche stile redingote ma senza coda, per sdrammatizzare un po’ l’abito dedicato solo alle cerimonie.
Il materiale maggiormente utilizzato è la lana finissima e la seta di Como, mentre i colori sono il classico nero o grigio, spesso interrotti dall’apparizione di camicie colorate e cravatte con ricami preziosi. Per il periodo estivo, la collezione 2010 prevede l’uso di tessuti più leggeri quali il cotone, ma in nuance insolite come l’azzurro o il rosa.
Gli accessori e i dettagli meritano un' attenzione a parte, dato che sotto i Tight spuntano scarpe elegantissime e ricercate anche nei colori. Nelle proposte vediamo scarpe della stessa nuance dell’abito, abbinati a bottoni e spille gioiello che contraddistinguono l’uomo moderno.
Lo sposo desidera essere protagonista del suo giorno e quasi ruba la scena alla propria compagna!
Le proposte 2010 di Ottavio Nuccio Gala esprimono bene il concetto di mascolinità narcisista, voglia di apparire e mostrare la propria bellezza e virilità.
Nella collezione non mancano colori già riportati in auge da altri stilisti, quali il bordeaux per i gilet e le cravatte o il salmone che spicca sotto completi scuri con giacca nera e pantalone gessato. Le proposte mirano a soddisfare l’ampio pubblico maschile tra i quali è netta la divisione tra coloro che adorano il classico e coloro che desiderano dare una sferzata di modernità alla cerimonia.
 
             
           
       
   
   
     
             
   
   
  Alle sfilate di Milano ha riscosso grande successo di pubblico e approvazione per le nuove collezioni Uomo-Donna che, già a prima vista, risuonavano di novità ed eccellenza: stiamo parlando di Carlo Pignatelli.
Innovazione, voglia di stupire, eleganza e sobrietà mista ad una nuova femminilità per la sposa e virilità per lo sposo. La collezione 2010 firmata Pignatelli è colma di richiami cinematografici, studiata nei minimi dettagli e con molta attenzione all’accessorio e al particolare.
Per le lettrici di Sposa Mediterranea Class un'interessante intervista volta a conoscere meglio lo stilista delle spose e dell’eleganza.
Quale ritiene che sia l'elemento innovativo della nuova collezione? 
Sicuramente c'è un ritorno alle giacche più lunghe, non a caso ho deciso di aprire la sfilata della collezione 2010 con una marsina dal retro plissè per le creazioni uomo, mentre per la donna l'elemento innovativo è la nuova linea stessa “OPERE” a dare innovazione al tutto.
Ritiene che le scelte delle nuove spose stiano virando verso proposte sempre più innovative, o pensa che la tradizione sia ancora molto forte? La sposa cerca sempre qualcosa di innovativo, anche perchè si documenta, sfoglia riviste ma porta sempre con se la tradizione.
 
     
             
           
     
  Le nuove nuances come vengono assorbite da questo genere di mercato?
La moda cerca di stimolare il mercato con nuove proposte anche in materia di nuances, sta poi al mercato assorbirle. Devo dire che c'è una certa cultura, ormai, per gli abiti da cerimonia.
Qual è il punto di partenza della sua creatività? Si ispira, di volta in volta, a qualcosa o lascia che le sue idee corrano liberamente su carta?
In realtà non c'è un punto di partenza o di arrivo. Per una nuova collezione ci sono tanti input, come ad esempio i viaggi, i film, la musica e tutto quello che può ispirare. Fino al giorno della presentazione della collezione continuiamo a lavorare sui dettagli e le minuzie. 
Crede che l'uomo sia più aperto della donna nell'osare nuovi modelli e nuovi colori il giorno della cerimonia nuziale?
Ho visto tanti sposi nella mia carriera, dai classici ai più alternativi. Hovestito spose in nero, come Mascia Ferri del grande fratello, o in rosso, un abito che presentai a Barcellona e poi indossato da Eva Erzigova. Anche gli uomini osano, usando il bianco. Credo che lo sposo di oggi osi di più della sposa, in particolar modo da quando ho presentato circa 20 anni fa lo sposo in blu cina. Da questo momento in poi c'è stata una rivoluzione nei colori nella moda da cerimonia.
Ad anni di distanza dalla sua entrata nel mondo della moda, si è mai interrogato sul segreto del suo successo? Il successo è una conseguenza dell' operato. Non ho mai inseguito il successo poiché è arrivato man mano che la gente apprezzava le mie creazioni, premiando in questo modo la mia passione per questo lavoro.
 
   
     
             
   
  è il nome della nuova linea di Carlo Pignatelli per le collezioni 2010. Un nome che, senza ombra di dubbio, non può che evocare suggestioni intense, vibranti, fluttuanti. “Opera” è un richiamo forte alla pittura, alla scultura, ma anche all’eleganza delle produzioni moda, ai dettagli e alla perizia d’atelier.
La collezione di Haute Couture 2010 di Carlo Pignatelli è composta da 40 proposte donna e 10 uomo: la prima collezione “Opera” è composta da abiti importanti sia per fattura che per applicazioni dal forte impatto scenico. Ogni abito è pensato per essere protagonista in serate di gala, cerimonie, red carpet internazionali, matrimoni da favola.
Le proposte, senza dubbio perfette e molto sensuali sia per la donna che per l’uomo, aggiungono un ennesimo tassello alla carriera quarantennale dello stilista. Qui si raccoglie l’equilibrio perfetto tra lo slancio creativo e il rigore progettuale. Gli abiti sono creati con tessuti pregiatissimi, perfetti nel gioco di rimando tra linee e proporzioni, volumi e costruzioni.
Gli abiti sono unici, poiché ognuno di esso nasce sul manichino per mano del suo creatore, che lo modella quasi fosse una scultura.
Le donne di “Opera” si adornano di chiffon drappeggiato, satin lavato e collane esasperate che scivolano sul decolletè. Numerosi i fiocchi in triplo strato di organza, grandi tanto da proteggere le spalle dalla brezza primaverile. È proprio l’organza a rappresentare il leit motiv dell’intera collezione, unendosi spesso a chiffon cangianti.
La donna di Pignatelli si veste di modelli scultorei e di volumi, nella maggioranza dei casi creati senza alcun tipo di taglio. I dettagli sono costituiti da fiori-origami, plissè, pizzi di rame, tulle spruzzati d’argento.
Il bianco, l’avorio, il latte, il madreperla si contrappongono a toni forti come il rosso, il violetto, il rouge-noir. Per effetti più melodrammatici e di grande intensità, la collezione “Opera” propone il grigio metallizzato. Non poteva mancare la gonna corta con strascico posteriore, per un’enfatizzazione della femminilità senza alcun accenno o spinta verso il volgare. I modelli per la donna presentano tagli morbidi e voluminosi che traggono origine dall’uso di organza in diversa caratura.
 
       
             
         
     
   
   
       
             
   
    ella nuova collezione “Opera” di Carlo Pignatelli, presentata a Milano in concomitanza con le sfilate di SiSposa Italia Collezioni, emerge un uomo pronto a stupire con il suo fascino e con i suoi dettagli, studiati fino in fondo per non lasciare nulla al caso. Le dieci creazioni maschili di Pignatelli, proposte al pubblico insieme alle quaranta per la donna, si lasciano un po’ influenzare dalla musica classica, dalla cinematografia e dall’architettura e il design dei palazzi d’epoca.
L’uomo Pignatelli è un seduttore e il suo look è prezioso e curato in ogni minimo dettaglio, questo è senza dubbio l’imperativo di queste proposte 2010. L’ispirazione nasce dalle arie sublimi di Mozart, ma anche dalla sensualità misteriosa di Heath Ledger, l’attore che impersonava Joker ne Il Cavaliere Oscuro.
 
  Il protagonista assoluto dell’intera collezione è il dècor rococò che domina la scena grazie all’uso di tessuti serici e broccati, dai riflessi intensi e cangianti. Anche per l’uomo la preziosità non manca e si manifesta attraverso l’applicazione di perline. Le pettorine delle camice sono drappeggiate e assomigliano quasi ai tendaggi dei grandi palazzi di Canal Grande.
Il fil rouge della collezione è il fiocco, proposto in dimensioni piccole, ma morbido in rastello e organzino, oppure in taffettà. Carlo Pignatelli propone un focus sul punto vita che viene evidenziato da corsetti che si sostituiscono alle tradizionali fasce. Le giacche invece, non hanno mezze misure: o sono corte e geometriche, o sono lunghe e slanciate con modello redingote. I colori per l’uomo sono nero mistero e grigio argento, punteggiati di oro scuro e blu. Colori intensi e misteriosi che si incontrano nella proposta di un uomo vestito in mantello che, arrivato al centro di una qualsiasi cerimonia, si sveste scoprendo la bellezza di tutti i componenti moda fino a quel momento celati.
 
       
             
         
       
   
   
             
   
  collezione sposa 2010 di Atelier Aimèe trae spunto da un giardino dei sogni nel quale prendono forma farfalle, rose, glicini e violette.
Sugli abiti trovano spazio leggere farfalle ricamate con filo di seta su tulle in sfumatura avorio. Non mancano varianti cromatiche come il lilla, fino ad arrivare al fucsia intenso. I cristalli donano a ogni linea una preziosità e una eleganza uniche, rendendo la donna una vera principessa.
Per le spose più glamour Aimèe propone tralci di glicine che impreziosiscono sete stampate di ramage e turbanti che incorniciano il volto della donna arricchendolo di sensualità e novità. Gli abiti sembrano pieni di volume grazie a gonne a petali di organza su corsetti lisci o ricamati con piccoli fiorellini. I pizzi chantilly si abbinano con gonne di tulle a petali arricchite di Swarovski e cristalli. .
 
  Non potevano mancare sensuali minigonne o tubini in pizzo molto femminili, per risvegliare l’innata dote della seduzione.
Per la sposa in cerca dell’abito prezioso Atelier Aimèe Montenapoleone propone abiti con leggere gonne in charmeuse di seta impreziositi da drappeggi d’alta moda e ricami di diamanti degradè.
Nella collezione Prêt à Porter di Atelier Aimée Montenapoleone morbidi abiti stile impero, con preziosa fascia subito sotto il seno, rendono la donna elegante e piena di sharme, non vuota di volumi grazie a gonne che terminano con pompose organze rigonfie a nuvola. Gli abiti a sirena si impreziosiscono di ricami o geometrie particolari che catturano lo sguardo degli astanti.
Non mancano leggeri giochi cromatici, con accostamenti tenui quali il bianco e il rosa pallido: abiti dedicati ad una sposa giovane che ama stupire, ma sempre con sobrietà e genuinità.
La collezione Atelier Aimée Montenapoleone gioca su eleganza e seduzione, proponendo abiti corti e sexy come alternativa a linee sottoveste. Gli abiti sono impreziositi da pietre lucenti e petali di organza che regalano alla donna un aspetto magico, quasi ci si trovasse a cospetto di fate o ninfee.
Per coloro che desiderano stupire e lasciare il segno, questa collezione propone il binomio bianco-fucsia intenso con piccoli accessori floreali che completano la sposa dandole una forma più sinuosa e attraente. Non manca la linea settecento, più vaporosa grazie a vari strati di tulle: l’immagine che emerge è quella di una donna che a ogni età appare giovane e sinuosa. La novità assoluta è l’abito che richiama lo stile principe di galles, in quadrettoni azzurri, posato su strati voluminosi di organza.
   
             
           
     
   
   
             
   
     
       
             
           
       
   
   
             
   
  sposa di Mariella Burani del prossimo anno è avvolta da un mood contemporaneo e romantico. Le linee seguono costruzioni scultoree e architetture suggestive, il tutto coadiuvato dall’impiego di materiali leggeri.
Negli abiti si può riconoscere una sorta di costruttivismo destrutturato che si ispira ad elementi della natura. Ogni proposta è corredata da eleganti plissè, effetti ondulati, increspature, motivi arricciati o pieghettati.
I tessuti sono costituiti da effetti mossi e ricami irregolari. Per gli abiti sono stati utilizzati pizzi corposi, posti in contrasto con l’essenzialità di forme e volumi. Il colore è presente anche nelle collezioni 2010. Mariella Burani osa con nuances intense e corpose come il magenta, unite ad accessori importanti o sfumature create direttamente su organza.
La sposa IleniaSweet è invece la ragazza da copertina che vuole indossare gli abiti presenti nelle riviste patinate. Le linee pulite, arricchite da splendidi pizzi rebrodè e ricami luminosi fanno emergere con forza il binomio
 
  essere apparire, vita reale e vita mediatica. Non manca l’uso del colore, quale il rosa, su abiti dai corpini aderenti e gonne che cadono morbide sul corpo.
Lo scenario, in passerella, continua con la linea Bellantuono Sposa che ci coinvolge in un viaggio di colori, di linee e di forme diverse e divise tra Oriente e Occidente. Questa contaminazione ci viene presentata con fasce che abbracciano la vita, ricordano le cinture obi, unite a tessuti e pizzi come macramè e rebrodè tipicamente occidentali. Nasce cosi una collezione che esprime l’eleganza della geisha giapponese unita al senso del Haute Couture tipicamente occidentale. Blumarine Sposa per la collezione 2010 propone una Londra di inizio secolo; un’eleganza contemporanea che esprime un mood denso di grazie, romanticismo misto a un tocco di ironica malizia. I tessuti sono essenziali ma corposi, come quelli delle antiche duchesse: taffetas, organza doppia, balze, pizzi, crine e materiali quasi impalpabili, i ricami opulenti, i pizzi brillanti spruzzati d’argento, i fiocchi che diventano cinture sono tutti elementi che vanno ad aumentare la femminilità della sposa, rendendola moderna e giovane.
 
             
         
     
   
   
   


 
 
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