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Policromia, recupero ed ecocompatiblità sono le parole d’ordine per chi decide di arredare seguendo i dettami della nuova moda e del nuovo design.
Il Salone Internazionale del Mobile ribadisce questi concetti mettendo in mostra le opere dei grandi designer mondiali che lavorano per aziende giovani o adulte.
Kartell, al suo 60 esimo anno di età, raggiunge il suo successo massimo con creazioni di grande glamour, qualità e innovazione. Ghost Buster è l’ultima creazione del marchio a opera di Philippe Starck, un’idea che vede realizzati in materiale plastico trasparente un comò e un comodino. Oggetti morbidi ed eleganti, essenziali e necessari abbinabili a ogni genere di arredamento. I pieni e vuoti di cui Ghost Buster è formato, gli angoli arrotondati e le curve danno vita ad un intenso gioco di riflessi.
Dalla mente di Fabio Novembre, sempre in fibra trasparente, nasce un tavolino scenografico sorretto da un’unica gamba centrale a sei petali colorati. Mario Bellini presenta, invece, una serie di vassoi in policarbonato trasparente caratterizzati da un gioco di ondulazioni sul fondo. |
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Non solo Kartell al Salone del Mobile di Milano, in campo scende anche Matrix che presenta in anteprima Centrino Tables: un progetto che richiama il decoro domestico della tradizione italiana; il tipico centro-tavola si trasforma in vero e proprio piano d’appoggio, con un gioco di chiaro scuri che riesce a valorizzare gli ambienti in cui viene utilizzato.
Philippe Starck, designer anche per Driade, è l’ideatore di una splendida poltrona (Moore) con base in fusione acciaio inox e scocca girevole in fibra di vetro con rivestimento in pelle trapuntata, disponibile in bianco o in nero.
Escho, brand di alto design, pensa a tutta la casa e la arreda con stile e glamour. La nuova collezione è Allaria: una serie di prodotti utilizzabili anche per l’arredamento esterno, per portare la casa anche in giardino. L’idea di vivere una casa completamente all’aperto fa di questa nuova collezione una novità assoluta nel settore dell’arredo. Nella collezione Allaria sono contemplati Rosis, tavoli decorati con la tecnica dell’intarsio liquido; Hidrà, doccia per esterni con steli flessibili che consentono il movimento a 360°; |
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Griebano, diffusore acustico monolitico che per mezzo di un trasduttore trasmette il suono in tutta la sua superficie; Focolare, panche e tavolo alte 30 cm che inglobano un bruciatore EcoSmart. Creazioni fortemente innovative che permettono di vivere a pieno il giardino, soprattutto durante la bella stagione.
Moroso sorprende come ogni anno grazie ai suoi prodotti originali, leggeri e innovativi. Questa volta presenta Paper Could, ideata da Tokujin Yoshioka, una seduta che riesce ad evocare le nuvole del cielo, lo scorrere dell’acqua, un perfetto incontro tra industriale e naturale. Anche la collezione Fergana, di Patricia Urquiola, stupisce con le sedutesedute dall’elevato comfort e dal design insolito. L’attenzione si è posata sui tessuti, che risultano molto ricercati e combinati con varie tecniche di texture. La collezione si compone principalmente da sedute di |
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grande formato composte da divano scomponibile e tavolo incorporato. Interessante l’opzione che prevede l’inserimento della libreria. La struttura è in legno.
Non manca la poltrona in questa edizione del Salone del Mobile milanese; Frau mette in scena i toni neutri abbinati a Sol la nuova creazione con particolari lavorati interamente a mano.
Per chiudere in bellezza, per i veri appassionati del design e delle novità assolute, la poltrona Proust ideata per Cappellini dai designers Kuramata, Mendini e Fronzoni. Questa poltrona è icona del design del ‘900 e Cappellini l’ha ripresa donandole forme e colori d’eccezione: il legno è interamente intagliato a mano e rivestito da tessuto multicolor che riprende i colori della struttura.
Un pezzo di storia riletto in chiave moderna per un design che non smette di stupire. |
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Nel mondo della luce torna protagonista il lampadario: punto luce centrale che dona alla stanza un aspetto moderno o antichizzato a seconda della sua forma e del suo colore.
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Quest’anno si prediligono le forme geometriche semplici e si registra un forte richiamo alle fiabe, come nel caso di Zero che propone il lampadario “Wing”, ossia sagome di metallo sorrette da bacchettine di metacrilato che oscillando richiamano il volo degli uccelli intorno ad una luce centrale.
Non da meno il modello “Le lacrime del pescatore” disegnato da Ingo Maures e composto da una tripla rete da pesca corredata di 350 cristalli da posizionare a piacere.
Non mancano i richiami alla natura, un esempio è “Corallo” di Pallucco: lampadario costituito da un elemento in policarbonato stampato a forma di ramo di corallo che si avviluppa a creare sfere grandi e traforate. “Tress” della Foscarini è un insieme di fili annegati nella resina per uno splendido effetto canestro.
La magia delle foglie rinasce in casa Artemide, grazie all’opera di Ross Lovergrove che vede un’astratta foglia gigante, un bozzolo avviluppato su se stesso, a sospensione creata con metacrilato trasparente texturizzato.
Sempre nella versione bozzolo, ma con dimensioni nettamente più grandi, Venini presenta “Granduca”: un insieme di piastre in vetro opalescente con superficie a effetto increspato per un lampadario di ben tre metri di altezza per un metro e ottanta di larghezza. Una scultura ambientale ideata da Diego Chilò.
Dal grandissimo al super piccolo, come accade per la tecnologia LED. Uno splendido esempio di applicazione avviene in casa Flos, grazie al |
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design di Antonio Citterio e Rodolfo Dardoni. Nel primo caso l’intera collezione è incentrata proprio sui Led e sulle potenzialità di questa nuova sorgente, mentre nel secondo caso si lavora su applique a bi-emissione luminosa e sorgente Energy-saving.
Le lampade da terra contrapposte magistralmente al lampadario, ecco Zaha Hadid che per Artemide propone un oggetto in poliuretano espanso con verniciatura lucida a richiamo della poetica decostruttivista.
Euroluce non dimentica di esibire tutti i punti luce da incasso come “Cuboid” disegnato per FontanaArte. Fantastiche idee per arredare la propria casa con fantasia moderna o con oggetti dal retrogusto antico. Proposte originali nate dalla mente dei più grandi designer mondiali e offerte al pubblico dai marchi più chic.
Nella biennale milanese Euroluce le sorprese non finiscono mai e per quanti intendono arredare la propria casa partendo dalle lampade, la novità più chic è “Clartè” di Oluce: vetro di Murano posato su struttura nichelata in colore grigio-beige.
Il design sartoriale sorprende non meno delle altre proposte, poiché attraverso degli accorgimenti tipici della sartoria si riesce a diffondere la luce in maniera suggestiva e particolare: “Gina” di Tronconi è realizzata con tessuto elasticizzato che aderisce alla struttura in metallo; “Gather” di Palluco in tessuto sforbiciato; “Burlesque” di P&V con lampadina schermata.
Il design la fa da padrone soprattutto nel settore della luce, dove ogni taglio, forma, colore e materiale contribuisce a modificare il tutto per ottenere risultati davvero strepitosi.
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